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Modulo di iscrizione scaricabile al link seguente:
Domanda di partecipazione Corso di Formazione V. velutina


 


 

Monitoraggio Vespa velutina 2016


 

ALPA9-2-16


Locandina - italiano


Locandina english


Prima riunione della “Task Force Vespa velutina” che si svolgerà in ambito COLOSS (Prevention of honey bee COlony LOSSes) a Grugliasco (TO) nei giorni 18-19 febbraio p.v., per la parte scientifica,
mentre nella mattinata di sabato 20 febbraio gli interventi saranno rivolti agli apicoltori e al pubblico in generale.

Maggiori informazioni relative alle giornate scientifiche e per la giornata di sabato 20 saranno inviate a partire dal 25 gennaio p.v.

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Avviato un progetto Europeo per fermare l’avanzata in Italia del Calabrone asiatico Vespa velutina, un devastante predatore di api e altri insetti impollinatori.

Il calabrone asiatico, una specie introdotta in Francia e ora in espansione in Europa, ha raggiunto l’Italia e si sta diffondendo soprattutto in Liguria.

I calabroni attaccano le api per nutrire le proprie larve; la loro presenza può portare al collasso intere colonie di api, riducendo fortemente la produzione di miele.

L’Università di Torino ha dato avvio a un progetto finanziato dall’Unione Europea per fermare la diffusione della specie.

Grugliasco, 17 novembre 2015 – Al via il progetto europeo LIFE STOPVESPA con l’obiettivo di fermare la diffusione del calabrone asiatico in Italia.

Il Calabrone asiatico o Vespa velutina, è una specie originaria dell’Asia sud-orientale, introdotta in Europa in Francia nel 2004 e arrivata in Italia, in Liguria e Piemonte, nel 2013. È considerata una specie aliena invasiva con un forte impatto su alcune attività umane, come l’apicoltura, e sugli ecosistemi naturali.

Gli adulti si nutrono di sostanze zuccherine, ricavate ad esempio da frutti maturi, e predano altri insetti, in particolar modo le api, per nutrire le proprie larve. L’impatto della predazione sull’apicoltura può essere tale da ridurre notevolmente la produzione di miele, portando anche al collasso le colonie di api. La predazione di altri insetti impollinatori può avere un impatto negativo sui processi d’impollinazione e quindi sugli ecosistemi naturali.

I nidi, che in periodo autunnale possono raggiungere grandi dimensioni, sono costruiti anche in aree urbane, aumentando le possibilità di contatto per l’uomo. I rischi sono legati soprattutto a reazioni fisiologiche a punture ripetute.

Per fermare l’avanzata del calabrone in Italia, il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università di Torino, in collaborazione con il Politecnico di Torino, l’Abbazia dei Padri Benedettini Santa Maria di Finalpia e l’Associazione Apicoltori Aspromiele Piemonte, hanno avviato un progetto LIFE (LIFE14/NAT/IT/001128 STOPVESPA “Spatial containment of Vespa velutina in Italy and establishment of an Early Warning and Rapid Response System) supportato dalla Commissione Europea.

Le azioni previste da STOPVESPA consentiranno di raccogliere ed elaborare informazioni sulla presenza e gli impatti della specie, definire delle linee guida d’intervento per la distruzione dei nidi coloniali, sviluppare nuove tecniche di monitoraggio, valutare le vie di diffusione della specie, allestire un sistema di allerta e risposta rapida, produrre materiali divulgativi. Il progetto collaborerà strettamente con le Istituzioni locali e nazionali e con le associazioni di apicoltori per assicurare l’attivazione di una rete di monitoraggio e pronto intervento. L’Università di Torino e il Politecnico di Torino svilupperanno, inoltre, un radar entomologico per tracciare gli animali che tornano al nido in modo da consentirne la rapida localizzazione.

Per ulteriori informazioni:

Prof. Marco Porporato (Project Leader)

Tel. +39 0116708584; e-mail: marco.porporato@unito.it

Dott. Sandro Bertolino (Project Manager)

Tel. +39 0116708677; e-mail: sandro.bertolino@unito.it

www.vespavelutina.eu

Approfondimenti

I programmi LIFE sono lo strumento finanziario dell’Unione Europea istituito per sostenere progetti pluriennali di conservazione dell’ambiente e della natura in tutto il territorio dell’Unione. Da alcuni anni i programmi LIFE finanziano anche progetti mirati alla gestione delle specie introdotte per ridurne gli impatti negativi.

http://ec.europa.eu/environment/life/

Le specie introdotte, chiamate anche specie aliene o esotiche, sono animali e piante che vengono introdotti accidentalmente o deliberatamente in un ambiente naturale in cui non si trovano normalmente, con gravi conseguenze negative per gli ecosistemi e le attività umane. Esse rappresentano una grave minaccia per la biodiversità, determinando modifiche profonde agli ambienti naturali e l’estinzione di molte specie. Il danno economico causato in Europa dalle specie introdotte è stimato in almeno 12 miliardi di euro ogni anno.

Per affrontare in maniera organica questo fenomeno, il Parlamento Europeo e il Consiglio d’Europa hanno approvato un nuovo Regolamento (Regolamento UE 1143/2014) in vigore dal 1 gennaio 2015, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive.

Ultimo Aggiornamento – dicembre 2015

L’arrivo del calabrone asiatico Vespa velutina in Italia nel 2012 a Loano, in provincia di Imperia, segnalato dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, ha imposto la sollecita adozione di una serie di misure che hanno consentito di individuarne tempestivamente la presenza anche in altre località, al fine di poter scoprire e distruggere i primi focolai, per arrestare, o almeno rallentare, la diffusione di questo nuovo flagello nel nostro Paese. L’insetto, nonostante il piano di monitoraggio e la raccolta delle segnalazioni, si è diffuso molto velocemente nella zona del Ponente ligure, risalendo anche verso il Piemonte, dove è stato avvistato per la prima volta a Monasterolo Casotto in provincia di Cuneo nel 2013 e, nel 2014, anche a Gavazzana in provincia di Alessandria.

Questi ritrovamenti in Piemonte avevano fatto temere una rapida diffusione anche verso nord del Calabrone asiatico, ma l’unica segnalazione verificata nel 2015 a San Michele di Mondovì (CN), evidenzia un andamento contradditorio. A questo proposito occorre tuttavia evidenziare quanto accaduto in Liguria dove, dopo il ritrovamento dei primi nidi secondari nel solo comune di Dolceacqua, ha fatto seguito la comparsa l’anno seguente di decine di altri nidi in altre località anche molto distanti tra di loro. Questo andamento evidenzia come V. velutina sia di fatto quasi invisibile appena insediata per poi manifestarsi estesamente negli anni successivi. 

Ad oggi sono state registrate 299 segnalazioni (96% in Liguria e 4% in Piemonte), ricevute sia tramite le Associazioni Apiliguria ed Aspromiele, sia tramite i sitiwww.vespavelutina.eu   e www.vespavelutina.unito.it, sia grazie ai rilevamenti effettuati dalla squadra di monitoraggio del DISAFA che opera dal mese di ottobre all’interno del Progetto LIFE STOPVESPA (LIFE 14NAT/IT/001128) approvato dalla Commissione Europea nel mese di agosto 2015.

Figura 1 – Mappa di diffusione di Vespa velutina aggiornata al 10 dicembre 2015 (© 2015 – DISAFA – LIFE STOPVESPA).

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