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Vespa velutina in Piemonte: la situazione è sempre più critica

  • 22/10/2026 04:24:00
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Proteggere le api, gli impollinatori, l'apicoltura è una priorità, e seguire da vicino la presenza di Vespa velutina in Piemonte fa parte di questo contesto. Nel 2026 le segnalazioni interessano numerosi territori della regione e comprendono sia individui singoli che nidi: un quadro che richiede attenzione costante e un lavoro capillare sul territorio. 

Il nostro impegno prosegue: il monitoraggio e gli interventi proseguono con la collaborazione tra la Task Force Velutina Piemonte e cittadini ed apicoltori. Seguiamo l’evoluzione della situazione e manteniamo aperto il dialogo con cittadini e apicoltori. Individuare un nido e intervenire è un passaggio importante, ma resta necessario seguire ciò che accade nell’area circostante. Già le esperienze raccontate sul sito hanno mostrato quanto contino la collaborazione tra apicoltori, tecnici, ricercatori e volontari e la continuità del monitoraggio dopo la rimozione di un nido.

Con questo aggiornamento facciamo il punto sulle osservazioni più recenti: la criticità va affrontata con informazioni chiare e azioni concrete.

 

Il lavoro continua: dalle segnalazioni agli interventi

Il Piemonte vede attualmente uno scenario in grave e rapido peggioramento, con un continuo incremento del numero di individui e nidi rilevati.

Il quadro critico è caratterizzato dall’aumento dei nidi rilevati e dal coinvolgimento di nuovi territori. Si distinguono due situazioni: aree con popolazioni insediate, soprattutto nel Cuneese, e focolai isolati, la cui comparsa potrebbe essere legata al trasporto passivo di regine fondatrici.

Nel 2024 sono stati individuati focolai in quattro località: Torino e Giaveno, nel Torinese; Verrone, nel Biellese; Cabella Ligure, nell’Alessandrino. Nel 2025 il numero di nidi rilevati è ulteriormente aumentato, soprattutto nel Cuneese. Il ritrovamento e la neutralizzazione di quattro nidi nell’Alessandrino hanno inoltre evidenziato un nuovo fronte di espansione verso nord.

Nel 2026 sono stati rimossi oltre 20 nidi nel Cuneese entro i primi giorni di ottobre, due dei quali oltre l’area di monitoraggio definita come «buffer», a Limone Piemonte e Dogliani. Nell’Alessandrino sono stati identificati più di 10 nidi tra Grondona, Arquata Scrivia, Carrosio, Gavi e Ponzone. A questi si aggiungono recenti segnalazioni di individui in caccia nel Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, dove le ricerche sono tuttora in corso.

 

Dalla tarda estate sono pervenute segnalazioni anche dall’Astigiano, in località fino ad allora non interessate da osservazioni della specie: Callianetto, Cessole, Canelli e Castiglione d’Asti, dimostrando la preoccupante e rapida espansione di questa specie in pochi anni. Anche in questa zona, come in tutte quelle interessate dalla presenza di V. velutina, le attività di monitoraggio, ricerca e neutralizzazione dei nidi sono costantemente attive. La situazione, tuttavia, evolve rapidamente nel corso delle settimane, pertanto quanto descritto può subire in poco tempo variazioni anche importanti in termini di densità di nidi e di aree interessate. Ad oggi, il registro delle osservazioni del 2026 raccoglie circa 80 segnalazioni attribuite a Vespa velutina in 52 comuni piemontesi. Nella sola prima metà di Ottobre sono state registrate 20 segnalazioni in 18 comuni, di cui varie relative a nidi. Questi numeri descrivono le segnalazioni raccolte e non costituiscono un censimento completo, né corrispondono necessariamente a colonie distinte e confermate. Offrono però un riferimento utile per orientare le verifiche e gli interventi, e richiamano la necessità di dare continuità alle attività di monitoraggio e contrasto.

Sono stati anche rimossi nidi primari. Neutralizzare un nido è un risultato importante, ma non basta a considerare risolto il problema nell’area. L’eliminazione di un nido non esclude la presenza di altre colonie o la successiva fondazione di nuovi nidi: per questo la continuità del monitoraggio resta fondamentale.

 

Perché mantenere alta l’attenzione

La presenza di V. velutina interessa l’apicoltura, per la predazione delle api mellifere, e desta preoccupazione per la biodiversità degli insetti autoctoni. Tra gli aspetti da considerare rientrano anche i potenziali danni alle produzioni frutticole e viticole e i rischi per la sicurezza delle persone quando i nidi si trovano in prossimità di abitazioni o luoghi frequentati.

La pressione sugli apiari rappresenta una minaccia per l’apicoltura e la predazione di altri impollinatori pone inoltre preoccupazioni per la biodiversità. A questi aspetti si aggiunge l’impegno necessario per individuare e gestire i nidi. Per questo il nostro impegno continua. Monitoraggio, collaborazione e interventi sul territorio restano al centro del lavoro della Task Force.

 

Il tuo contributo conta: segnala un sospetto avvistamento

Anche cittadini e apicoltori possono contribuire. Segnalare un possibile esemplare o un nido attraverso il modulo su questo sito (link) aiuta a monitorare la presenza della specie e a individuare le situazioni da verificare. Per il riconoscimento, maggiori informazioni le trovi nella guida disponibile per il riconoscimento.

Se individui un possibile nido, non disturbarlo e non tentare di rimuoverlo. Segnalalo e lascia l’intervento a personale formato: la neutralizzazione richiede competenze specifiche.

Il lavoro della task force continua. La tua segnalazione può contribuire a orientarlo: https://www.vespavelutina.eu/it-it/cosa-puoi-fare/invia-la-tua-segnalazione

 

Maggiori informazioni

Maggiori informazioni sulla Task Force sono qui: link. Altri articoli sul tema: link.

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